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L'Offerta del Palio alla Collegiata e la "Messa del Bordel"

Ex-voto della Confraternita della SS Trinità - 1677

Il primo martedì di maggio ad Asti è la festa di San Secondo, patrono della Città.

Le prime notizie sulla vita di san Secondo sono tratte dall'opera Acta Sanctorum di Jean Bolland, gesuita, che nel Seicento, con altri suoi confratelli, cominciò a raccogliere le vite dei santi. Il mito tramanda che Secondo, vissuto al periodo dell'imperatore Adriano, di nobili origini astigiane, fosse un fervente idolatra ascritto alla milizia romana. La devozione che i fedeli astigiani professano verso san Secondo, concittadino eletto a patrono, è da sempre vivissima.

Dapprima la festività si celebrava il 30 marzo, poi, siccome detto giorno cade sovente nella settimana Santa o se non altro in Quaresima, si trasportò la festa al giovedì dopo la prima domenica dopo Pasqua, cioè in Albis. Nel 1818 con rescritto di Papa Pio VII, la si fissò il 1° martedì di maggio.
Già nel 1100 i feudatari astigiani partecipavano alla processione per la festa annuale del Santo con le torce. In seguito si organizzarono i fuochi artificiali. Si dava inizio allo spettacolo pirotecnico con lo squillo delle trombe e con l'incendio della colombina, compito sempre affidato ad una dama della nobiltà. E la Festa di San Secondo, oggi come allora, era una festa che univa tutti, potere civile ed ecclesiastico.

Il momento più importante e solenne delle celebrazioni delle feste patronali è senza ombra di dubbio la "Messa del Bordel": prima del "Gloria in excelsis deo" entra, a tamburi tuonanti e bandiere spiegate, il sontuoso corteo, formato dalle autorità civili e dai vessilli e Rettori dei 21 confratelli, che portano il Palio da offrire al Patrono. E’ il sindaco, al momento dell’offertorio, a consegnare il Palio nelle mani del sacerdote celebrante, a suggellare per i più prosaici una sorta di tregua tra il potere civile e quello ecclesiastico. 
Offerta del Palio alla CollegiataL'offerta del Palio fu istituita verso il 1369 da Giovanni II Paleologo allora signore di Asti, a scopo devozionale, con l'impegno di renderla perpetua e vincolante per tutti i suoi successori; tale rito doveva svolgersi nel giorno di San Secondo, ed il suo costo era totalmente a carico della Signoria così come tutte le altre spese sostenute per la Festa titolare e per la Corsa. Il palio per l'Offerta veniva dato al Comune, che si occupava poi di consegnarlo materialmente e solennemente alla chiesa del Santo.
Il Comune fu sempre molto attento a pretendere il rispetto di questa usanza da parte di tutti i successori del Paleologo, fino a quando il governo napoleonico, ad inizio Ottocento, lo obbligò a sostenere esso stesso la spesa.

Alla fine della cerimonia, una rappresentanza delle autorità civili ed ecclesiastiche con il rappresentante più giovane dell'ordine degli Avvocati, scende nella cripta del Santo per la consueta offerta degli olii per la lampada votiva perpetua, che splende nella cripta dove sono conservate le reliquie del Santo in una cassa d'argento sigillata.

Terminato il rito sacro, il corteo esce sulla Piazza del Santo, dove, seguendo un'antica tradizione, viene servita la "minestra dei poveri", cioè un piatto di zuppa calda servito gratuitamente al popolo per dar modo anche ai meno abbienti di poter festeggiare il Santo.

La Consegna del Palio 2011 alla Collegiata

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