Il gioco della bandiera

L’origine degli sbandieratori si può far risalire all’incirca al XIV secolo, quando divenne consuetudine utilizzarli come “segnalatori” negli avamposti fortificati e durante il periodo di guerra. Gli sbandieratori infatti servivano per comunicare con i reparti attraverso lanci e sventolii dei vessilli, indicando in questo modo l’attimo più propizio per l’attacco, i movimenti da effettuare con le truppe e le fasi salienti della battaglia, secondo un codice ben preciso. In virtù di questo se anche l’alfiere, sebbene giovane e forte, poteva essere sopraffatto, occorreva salvare in ogni modo le proprie insegne dalle mani nemiche. Il telo della bandiera era realizzato con una striscia di stoffa o di pelle in diversi e molteplici colori, in modo tale che gli sbandieratori potessero essere riconosciuti dalle proprie truppe, caratteristica che dopo molti secoli è rimasta invariata nei colori e nelle fogge dei drappi che identificano in modo univoco ogni gruppo.
Di questa tradizione, nata per scopi militari, sopravvive oggi l’aspetto estetico e spettacolare che determina un’atmosfera di festa: uno sventolio preciso e multicolore, scandito dai tempi indicati dai tamburi e dalle chiarine dei vari gruppo, che non si affrontano più sui campi di battaglia per difendere la città, ma sul “campo di gara” per difendere il proprio onore.
Il rituale gioco della bandiera, fatto di gesti ben codificati e di movimenti sincronizzati con il ritmo incalzante dei tamburi, non poteva che essere coltivato nelle terre del Palio, tanto che Asti è oggi, tra tutte le città italiane, quella con il maggior numero di gruppi sbandieratori e musici. In primo luogo le formazioni dei Rioni, Borghi e Comuni che partecipano alla corsa, composte da borghigiani anche giovanissimi, perché spesso sono proprio la bandiera ed il tamburo i primi strumenti con cui i bambini si avvicinano ai propri colori. Il principale momento di competizione tra i gruppi rionali è il Palio degli Sbandieratori, che si svolge ogni anno il giovedì precedente la corsa, riscaldando con il suo agonismo il clima della vigilia.
A fianco dei gruppi rionali c’è poi l’Associazione Sbandieratori di Tradizione Astigiana (A.S.T.A.), la compagine di rappresentanza dell’intero movimento, nata negli anni della ripresa e insignita fin dal 1970 del prestigioso titolo di “Sbandieratori del Palio di Asti”. Il gruppo, sviluppato con l’intento di diventare il “biglietto da visita” ufficiale della manifestazione in Italia e nel mondo, presenta costumi che riproducono fedelmente l’abbigliamento degli alfieri medievali, realizzati in tonalità cromatiche che abbracciano l’intera gamma di colori, così come le variopinte bandiere, volutamente prive dei simboli e degli accostamenti di colori caratteristici dei Borghi, Rioni e Comuni che corrono il Palio.
Lo spettacolo che viene proposto dai circa 80 elementi del gruppo, tra musici (tamburini e trombettieri) e sbandieratori, si ricollega alla tradizione astigiana del gioco di bandiere nelle sue espressioni storico-sportive, con una varietà di esibizioni che può impegnare da 30 a 60 minuti. In oltre 40 anni di attività, numerosissime sono state le partecipazioni a importanti manifestazioni folcloristiche, storiche e a trasmissioni televisive in Italia e all’estero. L’A.S.T.A. si è esibita in Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Irlanda, Scozia, Svezia, Portogallo, Belgio, U.S.A (New York, Miami, Atlanta), Giappone (Tokio, Kyoto, Osaka) ricevendo sempre il caloroso apprezzamento del pubblico e importanti riconoscimenti tra cui il premio “Maschera d’argento” per i benemeriti del turismo.
Non va infine dimenticato che la nascita di una vera e propria “scuola astigiana” di sbandie¬ratori e musici, che viene continuamente alimentata nei Comitati Palio, ha portato diversi gruppi dei Rioni astigiani a livelli di eccellenza, moltiplicando le occasioni di partecipazione ad eventi internazionali. Così ad esempio durante i Giochi Olimpici di Torino 2006, mentre l’A.S.T.A. e una rappresentanza di figuranti del corteo storico sono stati incaricati dall’organizzazione di rappresentare la nostra tradizione alle migliaia di spettatori accorsi nei siti di gara, alcuni sbandieratori e musici dei Rioni cittadini sono stati protagonisti della Cerimonia di apertura, interpretando nel gruppo della F.I.S.B. (Federazione Italiana Sbandieratori) lo spettacolare segmento dedicato al medioevo italiano.