L'amore per i cavalli

“La grandezza e il progresso di un popolo si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” diceva il Mahatma Gandhi, in una sua celebre frase che ben si adatta alla nostra realtà. In un territorio a forte vocazione agricola, come quello astigiano, i cavalli sono da sempre compagni di vita dell’uomo, allevati, amati, custoditi, nutriti con la stessa cura che si potrebbe riservare a un membro della propria famiglia. Numerose sono le testimonianze in tal senso tramandate nella nostra cultura popolare e diversi sono gli esempi di affetto così profondo da legare il destino degli uomini a quello dei propri animali.
Per citare un episodio ancora ben vivo nella memoria di tutti gli astigiani, basta ricordare la generosità di quattro appassionati locali che, durante la drammatica alluvione del 1994, misero a rischio la propria vita per liberare i cavalli rimasti intrappolati nella loro scuderia invasa dalle acque del Tanaro. L’operazione ebbe successo ma, dopo aver tratto in salvo gli animali, i due furono costretti a rifugiarsi sul tetto della scuderia, mentre il livello dell’inondazione saliva paurosamente, e solo dopo diverse ore vennero raggiunti dai mezzi di soccorso e portati al sicuro. Uno di quei cavalli, Blue Baker, è stato uno dei più grandi protagonisti del Palio di Asti, più volte finalista e vincitore nell’edizione 1996 per il Borgo Don Bosco. Diversi anni più tardi, ai bambini gialloblù che passavano a trovarlo quando, terminata la carriera, si godeva la meritata pensione nei prati astigiani mostrava la sua indole affettuosa e giocherellona, ma sotto il suo pelo scuro restavano le cicatrici di quella lunga notte di battaglia contro la furia dell’acqua, vinta solo grazie alla generosità e al coraggio dei suoi proprietari.
In una terra di Palio l’amore per i cavalli è un sentimento viscerale, forgiato nelle ore, nei giorni, negli anni che migliaia di appassionati trascorrono insieme a questi animali. E’ un legame profondo, entrato a far parte della nostra cultura, che si è evoluta nel tempo con sempre maggiore attenzione verso la tutela e la salvaguardia degli animali. Ancora prima che le emergenti sensibilità fossero recepite da disposizioni di legge, il Palio di Asti si era adoperato con specifiche norme per incrementare la sicurezza: dal tracciato con fondo e curve adatti a ridurre la velocità alle protezioni specifiche per uomini e animali, dal circuito di addestramento per valutare l’idoneità dei soggetti scelti al supporto costante della commissione veterinaria che precorrendo i tempi ha introdotto il regolamento a tutela del benessere animale, recepito dopo parecchio tempo anche dagli organi istituzionali.
Al Palio di Asti la Commissione Veterinaria istituita dall’ente organizzatore e composta da Professori Universitari, esperti in ippiatria e specializzati nelle varie branche della medicina veterinaria, ha istituito un protocollo di visite ed accertamenti che non ha eguali in nessun altra attività sportiva svolta dagli equini (corse in ippodromo, concorsi ippici, equitazione olimpica). Circa cinquanta cavalli, selezionati durante l’anno, vengono presentati alle visite dai partecipanti alla corsa nei giorni che precedono il Palio. Ogni visita dura circa un’ora ed è preceduta dall’identificazione attraverso il controllo dei documenti e dei microchip degli equini, nonché dal prelievo di campioni biologici per gli esami antidoping. Auscultare cuore e polmoni, verificare lo stato dell’apparato locomotorio e di quello muscolo-scheletrico, valutare l’attitudine in corsa in dirittura e in curva e registrare ogni possibile impedimento (anche temporaneo) all’attività sportiva, sono i principali compiti dell’equipe veterinaria, che ha a disposizione un moderno sistema di radiodiagnostica per effettuare analisi ancora più approfondite in caso di dubbi sull’effettiva idoneità.
Dalla rosa di cavalli che hanno superato tutti i controlli si selezionano i ventuno purosangue che difenderanno i colori di altrettanti Rioni, Borghi e Comuni, sottoposti ad ulteriori accertamenti durante le prove in pista, in cui i veterinari hanno modo di verificare nuovamente il comportamento del cavallo in corsa. Anche nel giorno del Palio la Commissione è attiva per valutare la salute degli animali, procedendo ad un’ulteriore specifica visita dopo le batterie per accertare che i finalisti siano rientrati in condizioni ottimali, e nel caso in cui dovesse rilevare in qualche soggetto segni di sofferenza tali da non renderlo idoneo alla competizione finale, ha facoltà di ordinarne il ritiro, con giudizio inappellabile. Sul campo di gara è inoltre presente la Commissione Zooiatrica, composta da altri medici veterinari, nominati dal Comune, che con apposite strumentazioni sono pronti ad intervenire con il servizio di pronto soccorso, qualora si rendesse necessario. A fine Palio poi, mentre chi ha vinto può già festeggiare, per i veterinari il lavoro non è ancora finito perché nelle scuderie ci sono ancora da effetturare gli ultimi controlli e nuovi prelievi per gli esami antidoping.
E’ un percorso lungo e oneroso, ma assolutamente necessario, non solo per rispettare l’Ordinanza sul benessere animale del Sottosegretario alla Salute Martini, ma anche perché per la gente di Palio la tutela dei cavalli è una priorità e come tale viene trattata. Il cavallo, al Palio di Asti, non è un strumento per correre, ma è l’attore principale, il cuore e l’amore di tutti i borghigiani verso la Festa: è il cavallo che porta la vittoria ai propri colori, è lui che tagliando il traguardo fa gioire i vincitori e getta nello sconforto gli sconfitti. Il cavallo è il compagno prezioso a cui dedichiamo con passione tempo, sacrifici e attenzioni che non riserveremmo a nessun altro, è a lui che affidiamo le nostre speranze e ce ne prendiamo cura nel miglior modo possibile!